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  Data di pubblicazione 6 luglio 2009

 

ODCEC Latina Versione sperimentale
  Hanno collaborato: Dott. Massimo Mastrogiacomo, Dott. Giuseppe Alpestri, Dott. Anna Carcuro, Dott. Romeo Emiliozzi, Dott. Gianluca Galatà, Dott. Emilio Gianfelice, Dott. Pierluigi Rosano, Dott. Augusto Tamburini, Dott. Ernesto Testa, Dott. Cesare Toselli.
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I N D I C E
Racconto - "C'è stato un fallimento" (2° parte)
Autore: Dott. Guido Marcelli
Pubblicato in data: 6 luglio 2009
ODCEC Latina

Pur sentendosi debole come non lo era mai stato in vita sua, K. si tirò su fino a reggersi a malapena sulle gambe. Probabilmente più tardi avrebbe pagato anche questo sforzo supplementare, ma la prospettiva di essere preso a calci nelle gengive - eventualità indicata a chiare lettere dal confessore - non lo allettava affatto. A dire il vero, adesso che l’altro aveva svelato la sua vera identità, K. non avrebbe dovuto chiamarlo confessore, quanto piuttosto, e con maggiore proprietà di linguaggio, curatore. Tuttavia per definizione un curatore è uno che cura, ovvero presta assistenza e sana ferite, o tutt’al più gestisce beni e amministra patrimoni, mentre questo sembrava essere un genere di curatore alternativo, vale a dire un curatore che cura prendendo a calci, attribuendo colpe e arrestando in flagranza, mentre non s’è mai visto che i calci, le

     
  Racconto "C'è stato un fallimento" di Guido Marcelli  
  Il Commercialista e l’evoluzione del panorama competitivo di Ernesto Testa  
  Parziale deducibilità forfetaria dell'IRAP di Giuseppe Alpestri  
  La base informativa per la stima del costo del capitale di Emilio Gianfelice  
  Mini Unico: informazioni generali e chiarimenti di Anna Carcuro  
     
     
  “Di tutte le domande che potevi rivolgermi, mi hai rivolto quella più idiota..."  
     
colpe e gli arresti in flagranza guariscano malattie o facciano rimarginare ferite aperte, e un fallimento appena dichiarato è appunto una ferita aperta nella carne viva. Dunque K. preferiva illudersi di avere a che fare con un confessore, anziché con un curatore, poiché il confessore tutto sommato raccoglie in sé la confessione, e così facendo svolge funzione di grembo, che essendo qualcosa di cavo e materno è concetto che placa e tranquillizza, anziché generare ansia e tensione. “Padre” disse dunque K. “è vero, lo riconosco, ho commesso peccato. Ma davvero ho peccato in maniera tale da essere condotto seduta stante, in catene, come il peggiore dei delinquenti, davanti a un giudice, il giudice delegato? E se per ipotesi così fosse, dacché così pare che sia, perché proprio dal giudice delegato? Non potrei comparire, se proprio debbo comparire, davanti a un giudice normale, anziché un giudice delegato?”
“Sono troppe domande tutte insieme” rispose il curatore, “ed io, in queste circostanze, sono autorizzato a rispondere una volta sola a una sola domanda, poiché la risposta multipla richiede sforzo e genera confusione. Dunque, tra le tante che hai formulato, qual è la domanda che prediligi?”

“Mah” fece confuso K., “tutte e nessuna, anzi ora che ci penso una sopra a tutte. Se il giudice è delegato, giacché lei così lo chiama, chi è che lo ha investito della delega?”
Il curatore sorrise.
“Di tutte le domande che potevi rivolgermi, mi hai rivolto quella più idiota, giacché la domanda più idiota è quella che richiede la risposta più scontata. E questa risposta è che la delega scende dall’alto, di modo che il giudice, che giudica dal basso, siccome il materiale sottoposto al suo giudizio rigurgita dalla cloaca più profonda, possa giudicare dal basso attraverso un’investitura che procede dall’alto.”
“Questa è una risposta apparente” osservò K.
“Una domanda apparente impone una risposta apparente.”
“Dunque ora ne so quanto prima.”
“Sì, ne sai quanto prima, ma imparerai presto, giacché si impara in fretta, quando si apprende sulla propria pelle. Adesso mi hai rotto i marroni, posso tollerare tutto ma non i falliti che fanno domande, poiché i falliti che fanno domande sono la peggior specie di falliti, i cosiddetti falliti pseudo-intellettuali, i quali tentano di arginare il proprio fallimento attraverso ragionamenti sterili ed elucubrazioni manicomiali, mentre il fallimento nient’altro è se non la putrefazione della materia, e di fronte alla cancrena della carne c’è ben poco da ragionare, ma semmai solo da turarsi il naso. Ora vai, è veramente tempo che tu compaia avanti al giudice delegato.”
Il curatore rilasciò la mano di K.

“Dunque sono libero?” domandò K.
“Sì, libero di comparire avanti al giudice delegato, giacché è scritto che la comparizione del fallito dinanzi al giudice delegato avvenga a capo scoperto e senza vincoli apparenti, mentre la stretta del curatore è un vincolo, ancorché non esageratamente apparente. Sicché, per quanto non ne abbia voglia, per il momento io debbo lasciarti. Ma ovunque andrai - vicino o lontano, avanti o indietro, in alto o in basso, sopra o sotto che sia - lì io sarò a vigilare affinché la sentenza che ti riguarda si abbia a compiere secondo la prescrizione esatta contenuta nel suo precetto.”
Se il curatore aveva concluso il discorso - e in effetti pareva proprio che lo avesse concluso - non c’era più nulla da dire né altro da fare. Anzi, una cosa c’era ancora da fare, ed era procedere a capo chino in direzione dell’abside, il luogo più intimo e raccolto dell’edificio ecclesiastico-giudiziario, alias zona sacra del tribunale dei fallimenti, dove secondo una facile previsione, orribili a vedersi, si spalancavano le fauci feroci dell’onorevole giudice delegato. Ora davvero la frase di avvertimento scolpita sulla colonna rivelava tutta la sua drammatica capacità visionaria. K. era entrato nel tempio sacro del fallimento senza permesso, K. aveva trasgredito la regola, K. aveva violato la Legge, ed ora il padrone di casa, ovvero appunto la Legge, veniva a cercarlo con le sue immense braccia tentacolari, quelle braccia create ad arte per intrappolare e chiudere in un angolo e soffocare e non lasciare scampo, giacché secondo quanto è riportato nelle sacre scritture, non v’è violazione commessa alla quale non segua la punizione... [per leggere l'intero racconto clicca qui]

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